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Palazzo Muratori Cravetta
Orari:
da martedì a domenica 10.00-13.00 e 14.00-18.00.
Le visite guidate alla città sono previste il venerdì, sabato e domenica alle ore 11.00 e alle ore 15.00. Negli altri giorni su prenotazione.

Contatti:
Ufficio Turistico I.A.T. di Savigliano
Palazzo Taffini d’Acceglio
Via Sant’Andrea, 53
Tel. e fax 0172 370736
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Palazzo Muratori Cravetta sorge nell’antico quartiere dei nobili, in via Jerusalem. La nobile e nota famiglia Cravetta, verso la fine del XVI secolo, acquista diverse proprietà in via Jerusalem per trasformarle nel palazzo nobiliare della casata. Poco si conosce delle origini di questa famiglia, che comunque ebbe in Aimone Cravetta il suo primo discendente di spicco. Con molta probabilità sarà Giovanni Francesco Cravetta (1547-1611), figlio di Aimone, a intraprendere la costruzione del palazzo. Il palazzo di Via Jerusalem ebbe origine dalla trasformazione di almeno tre edifici preesistenti grazie al progetto di Ercole Negri di Sanfront, architetto ducale. Palazzo Muratori Cravetta possiede due cortili interni divisi dalla manica trasversale: il cortile ovest ed il cortile est. Il porticato è conosciuto come Padiglione del Duca perché dedicato alla celebrazione della stirpe ducale sabauda. Nelle nicchie tra le arcate alloggiano infatti i busti delle principesse e dei duchi; tra questi è ben riconoscibile la figura di Carlo Emanuele I, morto proprio in questo edificio. Al di sopra delle nicchie con busti scorgiamo cartelle con l’immagine delle virtù. Sul registro superiore, da finestre realizzate a trompe l’oeil, si affacciano figure di “curiosi” per assistere allo spettacolo o all’apparizione ducale. Seguendo il gusto manierista si costruì un vero e proprio apparato scenografico che potesse funzionare per le pubbliche apparizioni del duca dalla finestra centrale della galleria, mettendo simbolicamente in evidenza la sua posizione di superiorità. Tra il 1604 e il 1606 i fratelli Costanzo e Francesco Arbaudi furono chiamati a decorare la facciata manierista su via Jerusalem e la facciata sinistra verso il giardino dove realizzarono una trasposizione in architettura picta del padiglione d’onore. Al piano terreno, la Sala Magna, fu testimone nel 1630 dell’agonia del duca Carlo Emanuele I morto di peste, che la tradizione lega ad una profezia di Nostradamus. La sala presenta un soffitto a cassettoni con 160 formelle dipinte con stemmi di famiglie nobili, animali, scene di vita quotidiana e di genere, datate intorno al 1474-1477 per la presenza degli stemmi estensi e del Duca di Borgogna. Ogni formella ci rivela un’importante testimonianza del gusto e del costume medievale. Al di sotto del cassettonato corre un fregio dipinto che illustra la discendenza di Casa Savoia dal mitico capostipite Beroldo di Sassonia fino a Carlo III. Le figure sono in grisailles e sono affiancate da lunghe iscrizioni relative alle gesta dei singoli personaggi. Il pregevole soffitto è rimasto inalterato nel tempo e costituisce una delle più prestigiose testimonianze di questo genere in Piemonte.
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