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Città e personaggi tra '800 e '900
Orari:
da martedì a domenica 10.00-13.00 e 14.00-18.00.
Le visite guidate alla città sono previste il venerdì, sabato e domenica alle ore 11.00 e alle ore 15.00. Negli altri giorni su prenotazione.

Contatti:
Ufficio Turistico I.A.T. di Savigliano
Palazzo Taffini d’Acceglio
Via Sant’Andrea, 53
Tel. e fax 0172 370736

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L’itinerario ha inizio dalla piazza antica dedicata al più celebre personaggio del Risorgimento saviglianese: il conte Santorre Derossi di Santa Rosa. La sua effige è riproposta dal monumento eretto dalla città e dagli eredi nel 1869. Personaggio impulsivo, inquieto, romantico, uomo d’arme e di ingegno, Santorre nacque a Savigliano, ne fu sindaco e la sua famiglia visse nella casa di campagna che ancora oggi ne porta il nome e nella cui cappella sono sepolti alcuni discendenti. Morì in Grecia combattendo per la libertà di quel popolo. L’eroico sacrificio di Santorre richiama quello dei caduti in guerra ricordato dall’Arco Trionfale, simbolo oggi della pace. Su di esso vi sono ancora i segni dell’omicidio di due sospetti partigiani nel 1944. Nella piazza nuova detta oggi del Popolo, si erge invece il monumento al generale Giuseppe Arimondi. La sua storia è legata soprattutto alle guerre coloniali in Africa e la sua fine, ad Adua, fu motivo di discussione tra chi ne sostenne l’eroismo e chi parlò lo accusò di aver causato la disfatta dell’esercito italiano. L’opera fu realizzata da Annibale Galateri. Di antica famiglia saviglianese, fu podestà di Savigliano nei primi anni del Regime e fu un apprezzato pittore e scultore. Alla sua amministrazione si devono numerosi interventi che resero più moderna la città nonché alcune iniziative culturali importanti quali il restauro e la valorizzazione del Palazzo Muratori Cravetta. Domina il lato ovest della piazza l’Ala del Mercato ideata a metà ‘800 come mercato dei bozzoli e poi utilizzata per svariati altri impieghi. Il percorso prosegue lungo il Corso Roma dove si trovano il nuovo Palazzo Comunale, edificio nato come scuola pubblica maschile nel 1887, e poi l’Ara della Vittoria, uno spazio verde progettato con molta cura da Annibale Galateri per commemorare i morti in guerra. Una lapide lungo la via ricorda che in città Giuseppe Garibaldi fondò il Reggimento dei Cacciatori delle Alpi. Il 20 marzo 1859 il vicino complesso di Santa Monica, convento soppresso con le leggi Siccardi, fu usato per accogliere i soldati del Generale e la sua funzione militare terminò solo negli anni ’70 del Novecento. Il percorso si conclude con il Teatro Civico, deliziosa opera ottocentesca progettata da Maurizio Eula e dedicata, a fine secolo, alla due giovani violiniste Maria e Teresa Milanollo. Il bell’interno conserva la decorazione originale con interventi del pittore di corte saviglianese Pietro Ayres. Inoltre … Per ampliare la visita ricordiamo i temi legati allo sviluppo della rete ferroviaria nonché personaggi di rilievo quali l’astronomo Giovanni Virginio Schiaparelli e lo scultore Davide Calandra. A quest’ultimo è dedicata la Gipsoteca ospitata nella chiesa del Convento Francescano che accoglie il Museo Civico. Vi si ritrovano i richiami all’epopea garibaldina, il fregio del Palazzo di Montecitorio e alcune citazioni ai più importanti protagonisti della storia tra ‘800 e ‘900.
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