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Complesso Abbaziale di San Pietro
Piazza Molineri,8
Tel. 0172/712488
La Chiesa è aperta la mattina dalle 8.30 alle 12.00 nel pomeriggio dalle 17.00 alle 19.30.

Orari:
da martedì a domenica 10.00-13.00 e 14.00-18.00.
Le visite guidate alla città sono previste il venerdì, sabato e domenica alle ore 11.00 e alle ore 15.00. Negli altri giorni su prenotazione.

Contatti:
Ufficio Turistico I.A.T. di Savigliano
Palazzo Taffini d’Acceglio
Via Sant’Andrea, 53
Tel. e fax 0172 370736
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Ufficio Turistico di Savigliano


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Il ritrovamento (1822) di una lapide sotto l’altare fa supporre che la chiesa sia sorta sui resti di un tempio romano dedicato alla dea Diana; la tradizione vuole il convento fondato da San Fausto nel 585. La presenza del monastero all'interno delle mura lo porta ad un sviluppo crescente, nel XV secolo è oggetto di restauri grazie all'intervento dell'abate Daniele Beggiami. Risale a quest'epoca il prezioso polittico convervato nel presbiterio opera di Gandolfino da Roreto. A partire dal 1599 Ercole Negri di Sanfront interviene con un progetto che trasforma in modo sostanziale chiesa e convento anche se ne rimane evidente l'impianto romanico d'origine. Nel 1600 per la decorazione del coro viene chiamato il saluzzese Cesare Arbrasia al quale si attribuiscono le lunette con figure di pontefici, vescovi e monaci dell'ordine. L'intervento dell'Arbrasia probabilmente non si limitò al coro; la sua mano si può distinguere nei medaglioni con i santi benedettini della navata centrale, in parte coperti dall'intervento di Domenico Cardellino che rinfrescò l'intera navata tra il 1850 e 1854. Molineri di ritorno dallo studio romano, lavorò sicuramente nella cappella del coro: sue sono le grottesche degli sguanci delle finestre e soprattutto i due grandi affreschi del martirio di San Pietro e San Paolo, quest'ultimo datato 1621 e firmato. Attribuibile all'artista è pure la tela del San Gerolamo penitente, collocata nella cappella di San Giuseppe, di fronte al San Francesco in estasi. Le nuove campagne di abbellimento della chiesa e del monastero, volute in particolar modo dall'abate Ludovico Guerra, furono affidate a a Giovenale Boetto. Sebastiano Taricco realizzò la pala della Madonna Immacolata e San Giorgio oggi in sacrestia, come la tela datata 1675, che glorifica l'opera missionaria di Padre Bernard Buil in America. La Presentazione della Vergine al tempio, nella cappella del battistero, è sempre opera del Taricco. Il campanile, presente dal 1329 per volontà della cittadinanza e quindi di proprietà pubblica, dopo un primo consolidamento del 1586 in seguito al crollo della cupola, viene riedificato nel 1722-26 su progetto di Francesco Gallo. Durante le soppressioni napoleoniche il convento venne destinato a sede del carcere e della sottoprefettura. La chiesa continua ad essere officiata ed è sede parrocchiale. Nel corso del tempo non solo non fu spogliata ma acquisì collezioni provenienti da altri edifici sacri chiusi o distrutti. Il chiostro adiacente alla chiesa viene iniziato con la prima presenza dei benedettini ma concluso ufficialmente solo nel 1621. Il giardino restaurato nel 2006, ha la tipica forma claustrale con un percorso a croce al centro del quale è presente un pozzo ottagonale in granito bianco.
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